Al di là del buio e della luce
Il contenuto, il “taglio critico”, l’interpretazione e la rilettura delle opere di Giuseppe Portella, in mostra presso le Civiche Raccolte D’Arte di Palazzo Marliani Cicogna a Busto Arsizio, sono stati fortemente influenzati dalla sua recente collaborazione con Il Centro Diurno Disabili Belotti Pensa, finalizzata ad approntare percorsi didattici per i “ragazzi”.
Giuseppe Portella ha messo a disposizione le conoscenze acquisite nel contesto professionale della sua attività artistica, per organizzare workshop e incontri con i “ragazzi” del Centro. Si è rivelata questa un’esperienza di crescita umana e culturale, anche sotto l’aspetto formativo e scientifico, che ha sensibilizzato il gruppo di lavoro ad approfondire gli studi cromatici abbinati alla comunicazione delle forme, in funzione della loro riflessione cromatica più o meno accentuata, ai materiali tangibili con cui assumono corporeità fisica. La condivisione dei risultati accertati in questo particolare laboratorio, ha reso questi meeting luoghi ideali per potenziare indagini ed esperimenti di consapevolezza collettiva e individuale. Il tema del dualismo della luce è servito a riassumere schematicamente le fondamentali linee di sviluppo di un discorso più ampio, trasmigrato dal piano fenomenologico, che ha rilevato i fenomeni fisici, ad un altro applicato trasposto alle interrelazioni metaforiche, formative, morali e spirituali. I “ragazzi” stimolati ad investigare le cause e gli effetti determinati dall’alternanza della luminosità e dell’oscurità, sono stati coinvolti dagli operatori del Centro Diurno Disabili Belotti Pensa e da Giuseppe Portella, ad esprimere con le loro parole le emozioni, le sensazioni, i pensieri, sulla luce e sul buio, frasi sintetiche raccolte e riportate in questa pubblicazione. La reinterpretazione dei significati reconditi presenti nelle opere di Giuseppe Portella, quelle già realizzate in precedenza, cosi come di quelle recenti, è ora arricchita dalle ampie considerazioni espresse nell’ambito del particolare collettivo di ricerca. Gli approfondimenti dell’artista sul tema del Buio e della Luce hanno riferimenti nella cultura dell’antico Egitto, in cui egli si identifica e ritrova le radici dell’essenza divina e le ragioni del suo peregrinare nelle lande del mistero e del divino. Osservare le sue opere, concepite e materializzate dall’artista come microcosmi circuitali, è compiere un viaggio tra costellazioni celesti, addentrandosi nella selva simbolica delle lame di un rasoio metafisico dove corrono gli stralci di percorsi arcaici perduti, ritrovati e mirabilmente attivati dal fenomeno della luminescenza.
Itinerari in equilibrio tra luce ed ombra, segnalati da una netta separazione che sancisce la natura duale della luce. Questa, incontrando la materia si presenta con le qualità silenziose dell’ombra, della notte, del buio. Davanti alle opere l’osservatore sarà sollecitato a ricercare e cogliere frammenti di verità e, se pur sempre relative, tenterà di raggiungere quella consapevolezza interiore utile ad affrontare il viaggio della vita, sempre in bilico tra sogno e realtà.
Dott. Fortunato d’Amico – Critico d’Arte