Tiamat opera pubblica
La terra prima dell’uomo
“TIAMAT” è il nome con il quale gli antichi Sumeri chiamavano il pianeta Terra prima dell’impatto con il pianeta Marte, e prima che l’uomo abitasse la Terra stessa.
Tale collisione avrebbe determinato il distacco di una grossa porzione del nostro pianeta, creando di fatto il nostro satellite : la Luna.
Oggi gli scienziati astrofisici hanno accertato e confermato che in effetti si verificò in un lontano passato – più di quattro miliardi di anni fa – esattamente questo evento.
Ma come facevano i Sumeri a saperlo più di seimila anni orsono ?
Essi non solo descrivevano esattamente questo impatto del nostro pianeta, ma conoscevano tutto il nostro sistema solare senza il supporto di strumenti tecnologici di cui è dotata oggi l’umanità.
In una loro tavoletta famosa, vengono raffigurati chiaramente il nostro sole e tutti i pianeti che ne compongono il sistema, alcuni tra i quali scoperti solo nel secolo scorso.
I Sumeri riportarono nelle loro tavolette cuneiformi (da tempo tradotte) che tali conoscenze erano state insegnate al loro popolo da una civiltà venuta dallo spazio e precisamente dal pianeta Nibiru, anch’esso facente parte del nostro sistema solare, ma per noi non visibile se non ogni 3.600 anni.
Senza voler entrare troppo nel merito di questa vicenda, dalla quale ho voluto trarre il titolo dell’opera, la mia visione concettuale della stessa è la rappresentazione del nostro pianeta Terra, prima che l’uomo la abitasse e operasse gradualmente un attacco sistematico e sempre più invasivo al grande essere che ci ospita da sempre.
La mia visione nell’opera è quella di un pianeta ancora vergine non pienamente formato che accoglie i primi segnali di vita, che seguendo un ciclo perfetto dettato da un tempo universale non simile al nostro.
Ho immaginato il nostro pianeta inscritto in una piramide immaginaria, da sempre simbolo del mistero, queste costruzioni piramidali anticipano la presenza dell’uomo e furono il fulcro di molte civiltà antiche.
La trave di sostegno al pianeta rappresenta proprio un lato di questa piramide, essa sta a significare la perfezione matematica, unico linguaggio possibile futuro per comprendere i segreti dell’universo entro il quale è inserito il nostro pianeta ed i suoi abitanti.
L’inclinazione della trave (lato piramide) che sostiene come in sospensione la Terra , pone quest’ultima al centro della piramide immaginaria con una inclinazione di 52 gradi.
Tale inclinazione non è causale, grazie ad essa, infatti l’altezza della piramide sta in rapporto al suo perimetro con la stessa proporzione con la quale in un cerchio, il raggio sta in rapporto alla circonferenza, secondo la formula ½ π (mezzo pigreco) e dunque considerata la perfezione artistica della geometria.
Ciò significa che tutto ha un senso preciso ma che sfugge ancora alla nostra conoscenza.
Credo che i nostri occhi non possano vedere la realtà ma solo ciò che la nostra vista umana ci concede.
La mia speranza è che la visione dell’opera possa indurre ad una riflessione di chi la osserva, che viviamo tutti su questa meravigliosa sfera inserita in un sistema solare, come milioni di altre sfere inserite in altrettanti sistemi stellari che affollano l’universo.
Siamo una giovane civiltà che non conosce ancora lo spazio, il tempo e soprattutto la luce e siamo in cerca di un significato da dare al nostro transito terrestre.
L’uomo non rispetta il pianeta che lo accoglie come un’ospite, ma si comporta come un padrone assoluto e distruttore della natura stessa che lo circonda e che lo tiene in vita.
Mi auguro che quest’opera possa essere un piccolo contributo affinchè, anche se solo per un istante, possa indurre a far riflettere sul fatto che dobbiamo rivedere profondamente il nostro comportamento per poter salvare i futuri abitanti della Terra.




